Aniron (Io Desidero)

Vedo sulla mia pelle il riverbero del fuoco liquido.

La pozza luccica di fronte a me, manda nel cielo nero mille raggi.

La sua luce scintillante attraversa il buio ed illumina ogni cosa che raggiunge.

Ho paura.

Paura di bruciare.

Paura di ardere fino al midollo.

Sento un fremito.

“Immergiti”.

“Passa attraverso il fuoco e l’acqua”.

Abbandono le mie vesti sulla riva.

Immergo un piede.

Quella lava brillante alla vista, al tatto è fresca.

Acqua infuocata zampillante…risale sulle mie gambe, mi avvolge.

Ed è luce dovunque.

I confini del mio corpo si sublimano.

Mi immergo fino alla vita.

Ed è estasi pura.

La luce penetra nella mie membra.

Percorre ogni vena, irrora ogni capillare.

Raggiunge ogni mia cellula, facendola vibrare.

E così….inizia la trasformazione.

Mentre mi immergo fino alla testa…

Perdo la mia consistenza.

E sono uno col tutto.

Io sono la pozza.

Sono il buio.

Mi espando, sono dovunque.

Sono gli occhi di chi si prendeva gioco di me,

mentre ero sulla riva, intimorita.

Sono i loro pensieri, le loro membra.

Mi cerco, dentro la pozza.

E non mi vedo più.

Continuo a camminare, lambita dalle correnti allegre e sprizzanti di quella’acqua di luce.

Ed emergo, diretta verso l’altra riva.

Chi mi ha vista entrare, incredulo, giudicante, sfiduciato…ora vede altro uscire.

Fiorita nella luce, sfavillante nella mia nuova vibrazione.

Emergo, respirando da tutti i pori della mia pelle.

I miei occhi sono di zaffiro, i miei capelli di lava.

Le mie vesti raggi di luce.

Fieri mi attendono, sull’altra riva, i destrieri legati al Carro.

Ora mi vedono, mi riconoscono.

Salgo sul carro, prendo le redini.

Dietro di me, il Sole.

 

 

Alessandro Fauno Spadotto

 

Photo credits: https://bit.ly/3dHpVWY